You are currently viewing Vulvodinia la “malattia invisibile”

Vulvodinia la “malattia invisibile”

La vulvodinia è una percezione dolorosa a livello vulvare che in Italia colpisce circa il 15% delle donne, le quali però impegnano, in media, almeno 4 anni per avere una corretta diagnosi del loro disturbo.

Molte di loro si rivolgono ad uno specialista, perché avvertono un dolore molto fastidioso, ma spesso questa condizione viene associata esclusivamente a sindromi di carattere psicosomatico.

La diagnosi di carattere psicogeno scoraggia le donne a continuare ad investigare sul problema, questo le porta a rassegnarsi al dolore e a conviverci.

É  questo il motivo per cui abbiamo definito la Vulvodinia la “malattia invisibile”; il 15% delle donne ne soffre ma non ne è consapevole poiché, più spesso di quanto si dovrebbe, il dolore genitale viene considerato normale o sopportabile.

Cos’è la Vulvodinia?

La vulvodinia, nella sua generica definizione, è un fastidio cronico dei genitali esterni femminili, che provoca, in assenza di patologie specifiche rilevabili clinicamente, sintomi come:

  • dolore, 
  • bruciore, 
  • formicolio o prurito a livello vulvare, 
  • dolore acuto durante i rapporti (dispareunia).

Questa generica descrizione però non spiega che si tratta, in realtà, di una patologia molto complessa, che appartiene a un insieme di sindromi dolorose  “disfunzionali” – come:

  • la cistite interstiziale,
  • la fibromialgia,
  • la sindrome dell’intestino irritabile,
  • l’emicrania. 

In pratica, ciò significa che punti differenti del corpo reagiscono con un dolore non correlato a una lesione visibile. È per questo motivo che diventa difficile inquadrare il sintomo e di conseguenza la diagnosi.

Normalmente, per una paziente che avverte dolore in sede vulvare-vestibolare, si cerca di individuare una causa organica: 

ad esempio, infezioni, infiammazioni, ulcere, dermatosi o anche tumori, ma nella vulvodinia non è presente nessuna di queste malattie. 

Non trovando una causa organica, la donna sofferente spesso non viene presa sul serio, e questo non fa che aumentare il dolore.

Tra continue visite in cerca di una soluzione, la diagnosi corretta può tardare anche di molto, pregiudicando la guarigione stessa.

A peggiorare la situazione, i sintomi possono essere facilmente confusi con quelli della cistite e trattati con antibiotici che, in caso di vulvodinia, risultano inefficaci.

Da cosa ha origine la vulvodinia?

Come si legge sul sito dell’Associazione Italiana Vulvodinia, l’esatta causa non è nota, però si è scoperto che nelle donne colpite il nervo pudendo presenta fibre più grandi e numerose. Inoltre condizioni come

  • ipercontrattilità muscolare, 
  • alterazioni nella risposta infiammatoria, 
  • pregresse infezioni vaginali, 
  • eventi traumatici, 

possono accompagnare la vulvodinia, portando a ritenere che essa sia in qualche modo legata ad una forma di neuropatia localizzata.

Per la vulvodinia non esiste un protocollo terapeutico standard e i trattamenti proposti non garantiscono risultati costanti e uniformi. Questo significa che la gestione della malattia deve essere personalizzata e modulata sulla base di una costante relazione medico-paziente.

Noi di ITS, abbiamo lavorato al fianco di medici specializzati nel trattare questa patologia per la creazione di Opera -V, attualmente considerato un dispositivo valido per la terapia indolore ed efficace della Vulvodinia.

Molti dei medici che ad oggi utilizzano il dispositivo Opera-V si ritengono soddisfatti dai risultati che stanno ottenendo sul trattamento di pazienti affette da Vulvodinia, e non solo.

Se anche tu ritieni di soffrire di vulvodinia che, come abbiamo visto, spesso è difficile da individuare,

non esitare a scriverci. 

Saremo lieti di metterti in contatto con il medico specializzato a te più vicino, in modo da cominciare a comprendere al meglio quali sono le soluzioni migliori per te e aiutarti a vivere una vita più serena, e senza dolore.

Lascia un commento